Il comitato organizzativo
Mediterraneo in Movimento è il risultato del lavoro congiunto di un direttivo organizzativo, del sostegno dei patrocini istituzionali, della disponibilità dei partner culturali e scolastici e delle molte collaborazioni nate sul territorio, a Cento, a Bentivoglio e a Tunisi.
Il festival si costruisce con l'aiuto di tutti

Tararì Tararera… APS
Il nome viene da un albo di Emanuela Bussolati scritto in piripù, una lingua inventata: le parole non si capiscono, la storia sta nelle immagini, e alla voce resta il compito di tenere insieme chi legge e chi ascolta. Da lì nasce tutto il resto.
L'associazione è nata a Cento nel 2019 e si occupa di leggere ad alta voce agli altri: nelle scuole, nelle biblioteche, in ospedale, nei centri di accoglienza. Tre persone nel direttivo, una decina di soci volontari, una sede tenuta aperta a turno. Si autosostiene: nessun finanziamento strutturale, ogni progetto si regge su bandi e lavoro volontario.
Il legame con la Tunisia non nasce con il festival. Da anni il progetto Amici di penna mette in corrispondenza gli studenti dei licei italiani con quelli di Gabès e Chennini. Nel settembre 2025 la prima edizione di Mediterraneo in Movimento ha portato sette artisti tunisini tra Cento e Bentivoglio; nel 2026 il movimento si inverte, e sono gli italiani ad attraversare il mare.
Dell'edizione di Tunisi l'associazione è soggetto proponente e capofila: coordina il direttivo organizzativo, tiene i rapporti con artisti, enti e sedi, e risponde del progetto. Non lo fa da sola.
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